|
Un serial thriller molto inusuale
La confessione di un mostro afflitto dai mal di testa Bologna sempre più città di killer e criminologia. In Repetita, primo sforzo narrativo di Marilù Oliva, già saggista storica e appassionata di noir per diversi web magazine, prende di petto il punto di vista del maniaco omicida e ne trae un diario/confessione accorato. Lorenzo Ceré è un diverso. E' cresciuto in un ambiente malsano e gli abusi subiti da bambino, vessato da un patrigno violento e da una madre di cui anelava le attenzioni, si sono trasformati, oggi nella molla scatenante dei suoi crimini. Lorenzo Ceré cerca aiuto. Un aiuto farmacologico, visto che sfrutta gli psichiatri da cui si reca per strappare ricette di psicofarmaci che allevino le sue emicranie. Sarà solo la tredicesima dottoressa, intrigante e onesta, che crede nelle possibilità di guarigione del paziente, ignara che lui sia il serial killer sulla bocca di tutti.
Tre sono i fattori distintivi del romanzo: 1) E' un libro colto, raffinato, principalmente nella scrittura e nei giochi di riferimenti. L'assassino guarda alla storia e alle gesta dei serial killer famosi, da Bundy a Dahmer, per riproporli e attualizzarli. Per dimostrare il suo potere di maschio dominante. 2) Repetita è un thriller dove la psicologia, dove il lato umano del mostro, rivestono grandissima importanza. Risalta il rigore criminologico: Marilù Oliva si è documentata per due anni per creare un personaggio che un profiler professionista riterrebbe plausibile. 3) E' un romanzo terribilmente crudele, senza mai essere splatter o grandguignolesco. Grazie ai differenti piani di lettura, il romanzo scorre sotto mille punti di vista. Predominante è quello del predatore, dei suoi disagi, delle sue nevrosi. Ma emergono, alla distanza, anche le riflessioni sul ruolo paziente-dottore, sulla sottile tensione, in questo caso anche erotica, che pervade un legame tanto intimo. Il serial killer, secondo l'autrice, è sì mostro ma è anche un essere umano. Una presa di coscienza che non passa mai, come giustamente deve essere, attraverso l'agiografia o l'apologia. Il male è sbagliato, non ci sono tentativi di giustificazione. Il male può anche essere affascinante, ma solo a piccoli tratti. Nel suo insieme spaventa e sconcerta. In questo senso Repetita si pone con il piglio giusto. Un modo differente di leggere l'abusata figura del serial killer - si potrebbe azzardare un vago paragone con lo sconvolgente Zombie di Joyce Carol Oates -, che qui pensa, si esprime, racconta, svela se stessa. Con schiettezza. Svolto in prima persona, spesso tramite flashback, è un romanzo breve dal ritmo veloce. Però, ed è davvero quello che più colpisce, la scrittura è cesellata con molta grazia, anche nei momenti più tesi. Disturba, ma lo fa con eleganza. In attesa del seguito, già annunciato. Repetita Autrice: Marilù Oliva Gruppo Editoriale Perdisa 176 pagine Euro 14,00
|