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Consigli d'autore PDF Print E-mail
Written by Gianluca De Salve   
Monday, 21 December 2009 05:00

Libri per tutti !

E siamo giunti anche quest’anno a quell'appuntamento in grado di scatenare scene da delirio di massa che è il Natale!
Esagerazioni a parte in occasione di questa festività qualcosa di buono si può fare davvero, chiaramente limitando questa considerazione all’ambito nel quale ci piace sguazzare con Linsolito, ci mancherebbe. Qualcosa di intelligente e stimolante per la nostra mente e per quella delle persone a noi più care. Anzi, forse, vedendola sotto questo punto di vista, si potrebbe allargare la nostra buona volontà anche alle persone con le quali magari non andiamo molto d’accordo! Nel tentativo di fornire un’occasione di redenzione anche alla loro materia grigia che riteniamo sia stata costretta a nascondersi a causa di uno stato d’abbandono avanzato.

Quindi per questo Natale regaliamo più libri possibili, anzi regaliamo solo libri a tutti!
In questo modo potremo attribuire un nobile significato al rumore della carta da regalo che andrà a strapparsi e accartocciarsi sui tavoli o sui tappeti delle nostre case. Diamo il via a un anno in cui sarà bello farci accompagnare dal profumo della carta stampata intrisa da sentimenti, sogni, paure, ricordi, desideri ed emozioni che ci aiuteranno a sentirci meglio o anche solo a superare, nel miglior modo possibile, le proibitive tavolate che ci aspettano.

Quest’anno abbiamo deciso di fare le cose in grande, vogliamo tirarcela un po’, e qui di seguito troverete i consigli d’autore per i vostri regali! Alcuni sono di scrittori che abbiamo recensito, altri no, ma sono stati tutti molto gentili e li ringraziamo per il loro aiuto.
In fondo troverete anche quelli della redazione, uno solo a testa, anche perché abbiamo cercato di aiutarvi nelle vostre scelte editoriali per tutto questo 2009 e quindi non ci sembrava il caso di esagerare.

Prendete nota e....Buon Natale a tutti!

Gianluca Morozzi
Nina Nihil giù per terra di Marta Canarini, Voras edizioni - Scrittura brillante, belle invenzioni narrative
Ho magalli in testa ma non riesco a dirlo di Marco Marsullo, Edizioni NoUbs - Humour surreale
La guerra in cucina di Francesco Locane Eumeswil editore  - Racconti precisi, puliti e perfetti.

Barbara Baraldi
La ragazza della porta accanto di Jack Ketchum, Gargoyle - Un romanzo dal ritmo incalzante, scritto benissimo. Si apre con la frase: "Credi di sapere cos'è il dolore?" e una volta arrivati alla fine, riflettendo che è ispirato a una storia vera, costringe a rispondere...
Ritorno a Bassavilla di Danilo Arona, edizioni XII - Le nuove cronache di Bassavilla da uno dei maestri indiscussi della letteratura fantastica contemporanea.
Il ladro di anime di Sebastian Fitzek, Elliot - Ipnotico, coinvolgente, sorprendente. Un capolavoro.

Christian Mascheroni
I Cariolanti di Sacha Naspini, Elliot - E' difficile omaggiare scrittori del calibro di McCarthy o di Calvino, passando per Ende, senza arrivare all'emulazione. Sacha Naspini è riuscito, con questo libro, ad arrivare oltre, con un romanzo maturo, toccante, attraverso la voce limpida e scura dell'infanzia. Un gioiello di narrativa italiana.
Il libro nero del mondo di Gabriele Dadati, Gaffi - Dadati mi porta al cinema con questo suo romanzo. Fluido come una steadycam entra nell'initimità dei suoi personaggi senza perdere d'occhio i dettagli emogeografici del mondo che li avviluppa. Un ottimo ritorno dopo la già grandiosa raccolta di racconti "Sorvegliato dai fantasmi"
Pozzoromolo di L.R. Carrino, Meridiano Zero - Carrino è una lingua scritta a sè stante. Sono letteralmente pazzo del modo in cui scrive. Unico. E' uno di quei romanzi che ti incantano e ti prendono solo per il modo in cui le pagine ti parlano e ti entrano nella testa e nello stomaco. Se c'è qualcuno da indicare per il prossimo premio Strega (qualora tornasse ad essere un premio realmente meritocratico), è lui.

Emanuele Pettener
Mistero animato di Roberto Masiero, Moby Dick (collana: “I libri dello Zelig”) - Storia bizzarra di un ex-venditore di automobili alla guida di un gruppo di amici altrettanto bizzarri in cerca di imprese donchisciottesche. Lavoro serio sulla lingua, mai banale, lessico ricco, e convinta dichiarazione d’amore per Madre Natura.
Terremoto napoletano di John Domini (Traduzione di: Stefano Manferlotti), Pironti (collana: “Narrativa nuova”) – Una famiglia americana a Napoli. La prosa di Domini è un piacere (del resto l’autore in patria ha già avuto notevoli successi) per lo scrupolo dei dettagli, che Domini reinventa nabokovianamente. E ci fa vivere e sentire Napoli davvero molto più di tanti scrittori napoletani.
Skyline di Alessandro Carrera, Manni (collana: “Pretesti”) - Ambientato in un futuro indefinito, ipertecnologico, e claustrofobico, anche se, sotto sotto, Carrera parla di uomini e società contemporanei. Quello che conta, però, è la  lingua di questo romanzo: perfetta, una rasoiata, ghiaccio bollente.

Fabio Izzo
Una terribile eredità di Gordiano Lupi, Edizioni Perdisa - Un libro cannibale che parla della tragedia dell'uomo comune che si scontra, perdendo, contro la Storia, quella con la S maiuscola. L'animo umano distrutto e corrotto dai giochi di potere. Da un grande conoscitore di Cuba.
Un paese di poveri pazzi e cani di Simone Pazzaglia, Edizioni Il Foglio - La follia della provincia descritta dalla normalità della provincia con una lingua scavata all'osso che diventa inaspettatamente gergo letterario, fotografando una realtà nascosta ai più.
Cento per Cento di Sacha Naspini, Historica Edizioni - Un romanzo d'altri tempi finemente intessuto sotto forma di intervista digressiva. Un pugile, Dino Carrisi, racconta la sua vita e ci accompagna attraverso il tempo che muta nelle vite di uomini sconfitti e non.

Lorenza Ghinelli
Cani selvaggi di Helen Humphreys, Playground - Sei individui. Sei storie di emarginazione. Sei cani. Un bosco. Una piccola città della provincia canadese messa in ginocchio dalla chiusura di un mobilificio, unico centro economico dell’area. I cani fuggono senza una spiegazione razionale, tornano a uno stato selvaggio, preferendo le insidie del bosco ai caldi punti fermi incarnati da case e padroni.
I sei padroni si incontrano ogni sera al limitare del bosco, chiamano i loro cani nella speranza di farli tornare. Storie che si intrecciano, vissuti che vengono eviscerati. Solitudini prepotenti. Riflessioni sul senso dell’abbandono, dello strappo, sull’amore troppo spesso considerato in antitesi all’affermazione della propria individualità. Riflessioni sull’incapacità di gestire e tollerare legami. Un libro ben scritto, lirico, chirurgico. Un libro che mette a nudo il lato selvaggio che appartiene a ciascuno di noi.
Io e te su Naboo di Mabel Morri, Kappa Edizioni - Un fumetto d’autore a cui va il merito di trattare un argomento straziante come l’elaborazione di un lutto con delicatezza e leggerezza. Il titolo è ispirato a Guerre stellari, una saga a cui i protagonisti del fumetto sono legati e dalla quale, nello snodarsi della narrazione, prendono spunto per parodie e gag che alleggeriscono e sdrammatizzano i toni tragici legati all’abbandono. È una storia giovane che ha il pregio di sapere raccontare sentimenti autentici con una freschezza non comune. Soprattutto è una storia in grado di prendere per mano il lettore e fargli compiere un viaggio lungo una tragedia possibile, di quelle che s’incontrano nella vita, e restituirlo al presente con un senso di rinnovata fiducia. L’amore, in questa opera, figura come un’occasione di riscatto profondo, di coraggio esistenziale in grado di donare senso persino alla morte.
Pan di Francesco Dimitri, Marsilio Edizioni - Cosa accadrebbe sei il Peter Pan di Barrie non fosse semplicemente un personaggio di fiaba? E se il Peter Pan di Barrie non fosse neppure una creatura di Barrie? Se Peter Pan e il terribile dio Pan, signore del Caos, fossero la stessa entità? E se questa entità potente, questo dio, questo mito che ha solcato le epoche in mutevoli raffigurazioni, si incarnasse ai giorni nostri in una metropoli romana, cosa accadrebbe? Chi sarebbero oggi i bambini perduti? E la meravigliosa Wendy? Capitan Uncino? Accadrebbero assalti e tumulti del sangue, rivoluzioni e meraviglia. Geniale l’idea, strepitoso lo stile. Un gran libro per fare sognare, e non dormire, quelli che piccoli non sono più, ma che hanno mantenuto la capacità di vedere l’impossibile.

Aldo Gianolio
Austerlitz (Adelphi, 2002, 2006) è il capolavoro (fra i diversi capolavori) dello svizzero Winfried G. Sebald (1944-2001): nel libro c’è un lento avvolgente periodare dalle frasi lunghe e dalla perfetta edificazione di subordinate che contengono altre subordinate (in sottofondo si intravede Thomas Bernhard, ma senza i suoi aggressivi attacchi polemici); c’è un’inesausta e ferma forza morale interiore che (viaggiando nei luoghi e nel tempo) procede cauta, osservativa, paziente, minuziosa, innocente e sempre come presa alla sprovvista sia dalle meraviglie (spesso della natura) che dalle brutture (spesso della storia). Fra barlumi di malinconia, di speranza, di sorpresa e di biasimo, tutto è un continuo fioco barlume in una notte buia che ci riporta alla consapevolezza del nostro fugace stare al mondo.
Del gruppo di scrittori emiliani che si rifanno, per grandi linee, a Celati, Malerba e Zavattini e fra cui spiccano Daniele Benati (è appena stato ripubblicato Silenzio in Emilia, ora da Quodlibet, originariamente da Feltrinelli), Paolo Nori, Ugo Cornia e Guido Conti, è appena uscito di Ermanno Cavazzoni, finissimo e meticoloso cesellatore di frasi e proposizioni, Il limbo delle fantasticazioni (Quodlibet, 2009), un’arguta e stimolante raccolta di riflessioni sulla letteratura (quindi sulla creatività, l’arte e l’industria culturale) e, di rimbalzo inevitabile, sulla vita (e viceversa). Sono argomentazioni “bifronti”, dotte ma come se fossero state prese dalla strada, giocate spesso sul filo dell’ironia sardonica che diventano “malgrado” l’autore (che come gli altri amici emiliani segue la poetica di non avere alcuna poetica) una dichiarazione di intenti letterari: appunto quella di seguire liberamente le proprie fantasticazioni, quei “genuini ribollimenti di pensieri” che non devono mai tendere consapevolmente alla prosa cosiddetta d’arte.
Ci sono gialli e gialli. Omicidio a Calafuria ed altri putiferi (sito ilmiolibro.it, 2009) di Giuseppe Benassi, non è fra quelli che seguono i canoni classici del genere. Ci sono certo gli ingredienti tradizionali: l’omicidio, l’investigatore (qui un investigatore speciale, nei panni dell’avvocato Borrani, “considerato in città un eccentrico e un tipo strambo”), l’omicida e la risoluzione del caso, tutto condito da diversi episodi intrecciati che confondono le acque. Il canovaccio (che pure ha il suo fascino) è quindi un pretesto per l’autore per raccontare invece in modo sfrontato, irrispettoso, blasfemo e sarcastico dei pregiudizi, del malcostume, delle superstizioni e delle ipocrisie di una società in disfacimento. La lingua è scorrevole, il vocabolario colto, anche se non disdegna il turpiloquio del quotidiano, e la sintassi stretta e incalzante.

Paolo Albani
Racconti di Jaroslav Hašek, a cura di Sergio Corduas, Mondadori - Imperdibili questi racconti di Hašek, scrittore praghese classe 1883, fondatore fra l’altro del Partito del progresso moderato nei limiti della legge, autore di un capolavoro di umorismo come Il bravo soldato Švejk dove si narrano le vicende tragicomiche di un umile e grottesco anti-eroe alle prese con grandi avvenimenti storici. Fra i racconti, una esauriente e documentatissima Guida al nulla.
Il limbo delle fantasticazioni di Ermanno Cavazzoni, Quodlibet - Si consiglia per i consigli utili e di buon senso elargiti da uno scrittore di libri "anormali" a chi vuol farsi pubblicare o intraprendere la carriera d'artista. Agli assidui navigatori della rete consiglio in particolare la lettura de L'impero telematico dove un libro in rete ricorda, secondo Cavazzoni, "i morti annegati al mare".
Romanzi in tre righe di Félix Fénéon, a cura di Matteo Codignola, Adelphi - Uno splendido elogio della brevità di uno scrittore "anarchico". «Il signor Jules Kerzerho era presidente di una società di ginnastica. Il che non gli ha impedito di sfracellarsi tentando di saltare su un tram in corsa, a Rueil». Questo uno dei mini-romanzi scritti da Fénéon nel 1906 sul Matin, un esempio di cui molti scrittori di oggi dovrebbero fare tesoro.
 
Natalfrancesco Litterio
Agli affezionati lettori de L'insolito consiglio - innanzitutto - una piccola, ma preziosissima perla. Si tratta di Trita provincia - novella discreta, dell'Intagliatore (di musica e parole) Max Manfredi, che per i tipi di Liberodiscrivere ci regala un magnifico esperimento, a cavallo tra la prosa e la poesia. Una fresca pennellata che tratteggia immagini e personaggi abbozzati con la leggerezza propria del sogno, con la padronanza linguistica dei Grandi Maestri e le contorsioni artistiche dei Grandi Poeti.
Se invece preferite lanciarvi a capofitto in una mirabolante avventura oltre ogni genere codificato, La Metropoli stanca di Francesco Gallone (Eclissi Ed.) è quello che fa per voi. La penna di questo giovane Autore vi condurrà lungo le strade di una Milano dai colori contrastanti: vivaci, come quelli di un fumetto, e sfocati, come quelli di un iperbolico noir. Al seguito della strampalata banda dell'ormai celebre poliziotto raccomandato Cristiano Camporosso (non vi sarete mica persi "Milano è un'arma", no?) si comprenderà perché La Metropoli stanca, e perché Milano può essere simbolo di ogni città, tanto da poter generalizzare con le parole di un maestro del noir: "Vivere stanca. Non credi?" (Jean-Claude Izzo)
Sempre su toni noir, ma di tutt'altro sapore, è la raccolta di racconti di Ornella Fiorentini, Teodora Degli Innocenti (Runde Taarn edizioni). Una piacevole sorpresa, per chi pensa che noir e grottesco siano affari di maschi. Una serie di singolari personaggi immersi in atmosfere cupe e nebbiose che 'mischiano le carte' in un gioco in cui buoni e cattivi perdono le solite rintracciabili connotazioni e la morale comune fa una salutare pausa di riflessione.


Redazione
Matteo Di Giulio

Un bell'avvenire di Marco Videtta, Edizioni E/O - Intrattiene, commuove, distrae, fa riflettere. Dietro il fossato dei generi, del pathos, del mistero, c'è un libro di storia nera che riflette su cosa siamo, da dove veniamo e - forse - dove stia andando una società che dei valori ha mantenuto solo la facciata.
Gianluca De Salve
Malinverno di Fabio Lubrano, Zandegù Editore – Una favola moderna, un personaggio estraneo alla massa, intesa come idee, pregiudizi, convinzioni e aspirazioni. Emozioni senza schermi di protezione accompagnate da un’ironia che rende ogni pagina di un’intensa leggerezza.
Gianvittorio Randaccio
In viaggio contromano di Michael Zadoorian, Marcos y Marcos - una storia commovente narrata in tono leggero e ironico. Come dire cose di pancia con il sorriso sulle labbra.

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