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Sogni scanditi dal rock
Quattro ragazzi e la loro musica C’è un’età, appena concluse le scuole superiori e prima, eventualmente, di iniziare il percorso universitario, in cui si crede, si spera, si sogna e in alcuni casi si lotta per dedicare il resto della propria vita a fare ciò che ci appassiona con un ardore che difficilmente si ripropone. Trasformare i nostri sogni in realtà, facendoli diventare il nostro lavoro, prima di perdere quella lucida follia che ci permette di pensare che tra tutti i giovani, con questa comune aspirazione, tra quella moltitudine, saremo proprio noi a emergere e uscire dall’anonimato.
Nel libro di Pasquini quattro ragazzi toscani vivono per la musica. The Smugness è il nome del loro gruppo e il rock è quello che decidono di suonare senza alcun tipo di compromesso. Ognuno di loro ha una propria storia, proprie convinzioni e stili di vita oltre che un differente modo di avvertire la possibilità di passare dal sogno alla realtà grazie alle loro canzoni. Però, malgrado queste diversità, sono profondamente legati tra di loro e questo legame diventa sempre più saldo e magico ogni qual volta salgono sul palco per esibirsi, per diffondere i loro sentimenti e convinzioni, indipendentemente dal luogo in cui si trovano, sia esso il palchetto della festa del partito o quello più prestigioso di un importante locale di Firenze durante una gara che per loro potrebbe rappresentare il passo definitivo di svolta. Il tutto in un crescendo di esperienze che la vita pone di fronte al loro, mischiando amore, amicizia, filosofia, esperienze allucinogene e ore trascorse nella sala prove chiamata La Tana. Momenti che hanno l’effetto di rendere il loro legame ancora più sacro e unico. Io volevo Ringo Starr è un romanzo pieno di genuinità e mai banale, che non si ferma a un piano di puro sogno utopistico ma che è in grado di trasmettere quegli attimi, anche limitati nel tempo, in grado di sospendere la felicità a un livello superiore, a un’altezza tale a cui le critiche o le paure non possono arrivare per rovinarla. Lo stile è veloce e scorrevole, i continui riferimenti e sbalzi temporali si incastrano a meraviglia nel gioco di un destino che si ripete e si rincorre dando quasi l’impressione di tornare al punto di partenza. Ma in realtà non è così, perchè alcune fasi della vita possono anche assomigliarsi ma a distinguerle, infilandosi tra di loro, ci sono proprio quei famosi momenti di irripetibile felicità . Io volevo Ringo Starr Autore: Daniele Pasquini Intermezzi Editore 170 pagine Euro 13,00
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