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L'assassinio come una delle belle arti PDF Print E-mail
Written by Gianvittorio Randaccio   
Thursday, 03 December 2009 07:10

Alla ricerca dell’assassinio perfetto

Il bello non è mai stato così oggettivo

Le persone di ampio spirito hanno una sensibilità fuori dal comune e un modo di intendere la bellezza che riesce a esulare dalla morale consueta e dall’etica virtuosa e politicamente corretta. Da un punto di osservazione così privilegiato, si vedono i fatti in maniera diversa e si possono valutare con l’occhio del tecnico e dello specialista, che scompone atti e gesti a partire dall’intenzione per arrivare al fatto, giudicando di conseguenza.

Così, a mente sgombra, si può godere del più bel fiore del mondo, così come di una stupenda poesia o anche, si pensi un po’, di un’ulcera, se è una bella ulcera. Nessuno stupore, quindi, se qualcuno gode di un assassinio, se fatto bene, ovviamente, e decide addirittura di considerarlo una forma d’arte.

Thomas De Quincey, celebre per le Confessioni di un mangiatore d’oppio (1822), con serietà e ironia analizza l’assassinio come se fosse uno scienziato, ipotizzando l’esistenza di un club, chiamato Società di intenditori di assassini, i cui affiliati, ponendosi al di là di etica e morale comuni, analizzano e discutono gli assassinii meglio riusciti della storia, provando, in alcuni casi, un piacere quasi perverso nell’apprezzare talento e abilità dei migliori “performer” in questa macabra specialità, con brindisi e festeggiamenti degni di un grande evento. Al migliore viene dedicato il poscritto, l’ultima relazione, che descrive puntigliosamente il doppio assassinio di John Williams, nella Londra ottocentesca, catturato dopo il secondo omicidio plurimo. Troppo sicuro di sé, Williams si era fidato troppo del proprio “talento”, finendo per commettere un errore.

De Quincey è un superbo oratore, un retore talentuoso e consumato che, fingendosi un relatore a un congresso, analizza e spiega la teoria del perfetto assassinio, muovendosi con tranquillità nella storia, con le armi affilate dell’intelligenza e dell’ironia, pronte a fare a fette il sentimento comune per giocare e godere dell’estetica pura, del gesto bello e virtuoso, dell’assassinio perfetto. Dà così vita a un capolavoro di gusto ed eleganza che fa provoca sorrisi, stupore e ammirazione: al di là del bene e del male.

L’assassinio come una delle belle arti
Autore: Thomas De Quincey
Traduttore: Luigi Brioschi
Con una nota di Giorgio Manganelli
Guanda editore
152 pagine
Euro 12,00

 

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