|
L’educazione sentimentale ai tempi di internet
Rock, e-mail e blog per raccontare storie difficili Una volta per raccontarsi le cose bisognava vedersi. Oppure si scrivevano delle lunghe lettere, affidando a un foglio di carta e alla fatica di scriverci sopra il compito di comunicare. Poi è nato il telefono, che un po’ ha facilitato le cose: bastava prendere in mano la cornetta, fare un numero, et voilà, si poteva dire quello che si voleva a qualcun altro.
Dal telefono, poi, e siamo a oggi, ecco internet: e-mail, blog, facebook. Tutto è così facile e immediato che uno non si accorge nemmeno di farlo: ti viene in mente qualcosa e lo comunichi subito, senza filtri, solo con quattro colpi di tastiera. Il risultato è che puoi raccontare tutto quello che ti succede, in tempo reale, a un sacco di gente, mettendoti virtualmente in piazza. In Come su un solco di Morrison Hotel, Cristiano racconta le sue vicissitudini per lo più amorose proprio affidandosi alla posta elettronica e a un blog. Le e-mail sono indirizzate al suo amico Giovanni, fratello della sua fidanzata Alice, mentre il blog, ovviamente, è indirizzato a tutti quelli che hanno una connessione a portata di mano, e rappresenta una specie di racconto dell’educazione sentimentale di Cristiano, dalla prima fidanzatina alle storie (un po’) più mature del liceo e dell’università. A fare da sfondo, sempre e ovunque, la musica, il rock, più precisamente (nella quarta di copertina Criscuolo tiene a precisare che “il pop lo avvilisce”): musica ascoltata, suonata, vissuta. Con le parole degli altri, i cantanti, Cristiano racconta e intrerpreta quello che gli succede: Manuel Agnelli, Kurt Cobain, Franco Battiato, i Baustelle appaiono come deus ex machina che spiegano, interpretano, risolvono, in un continuo gioco di citazioni e rimandi incrociati. Come su un solco di Morrison Hotel sembra un libro scritto da un adolescente per degli adolescenti. L’intreccio e i personaggi sono anche ben congegnati, per carità, ma non riescono a uscire dai limiti della banalità e farsi altro dai mille clichè che finiscono per rappresentare. La scrittura di Criscuolo sembra ancora acerba e non riesce a dare profondità alle vicende che racconta, già raccontate mille volte meglio da mille altri scrittori prima di lui. La storia di Cristiano, Alice e Piero sembra proprio una delle tante che si trovano nei blog di giovani adolescenti, l’equivalente moderno dei diari nascosti nei cassetti di una volta, così come le canzoni e i musicisti citati sembrano i nomi che da piccolo si scrivono sullo zainetto, per darsi un’identità e farsi riconoscere più facilmente, e superficialmente, dagli altri. Tutto questo non è per forza un male, ci mancherebbe, ma le pagine di un libro richiedono una forza che pochi blog hanno: Come su un solco di Morrison Hotel avrebbe le chances per essere un discreto blog con i brufoli; un libro, purtroppo, è un’altra cosa. Come su un solco di Morrison Hotel Autore: Giordano Criscuolo Arduino Sacco Editore 112 pagine Euro 12,00
|