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Quell’età in cui tutto può accadere
Perché avere vent’anni non è facile ma comunque bellissimo Lo scenario della vita che si prospetta subito dopo il diploma di maturità, quella fase che porta ai vent’anni, a un’età in cui i sogni possono nascere e morire nel giro di poco, esplodendo in entrambi i casi con un’energia trascinante che si estende a ogni minimo particolare del nostro mondo e di quello che ci circonda.
Amore, studio, lavoro, amicizia. Tutto vissuto senza pregiudizi o esperienza, tutto desiderato ed odiato senza veli di protezione, perché a vent’anni non si vuole rinunciare a nulla, nel bene e nel male. Sono tante le figure che si alternano in E’ sabato mi hai lasciato e sono bellissimo ma su tutte spicca quella di Ema, così come viene chiamato dagli amici. È lui che rappresenta meglio di ogni altro l’instabilità della loro età, sempre pronto a lanciarsi in slanci sognatori e dai contorni estremamente romantici per poi ripiombare in cupe giornate che non sembrano avere la minima via d’uscita. La sua storia d’amore con Angelica è la perfetta sintesi del suo stato d’animo, sempre proteso a sognare di raggiungere ciò che non può avere, bramato nei suoi contorni di incomparabile bellezza tali da privare la vita di qualsiasi altra gioia ma allo stesso tempo, una volta raggiunto questo desiderio ritrova in esso una sorta d’inutilità, un’inferiorità schiacciante rispetto alle attese, una delusione nascosta pronta a sventolargli n faccia l’incapacità di godersi appieno il suo sogno tanto desiderato. Il romanzo di Pettener, proprio nella figura del suo personaggio principale, ha una sorta di unione con Arturo Bandini di Chiedi alla polvere, l’opera di John Fante. Anch’egli, quando decide di intraprendere la carriere di scrittore, è in grado di passare dalla più accesa autostima per le prime composizione al più totale pessimismo dovuto alle critiche che come macigni si scagliano sulle sue certezze di gloria e successo. Anche lo stesso rapporto di amore-odio con Angelica ricordano molto quello del personaggio di Fante con Camilla, la cameriera messicana, per cui perde la testa per l’aspetto fisico in grado di rappresentarla nella sua mente come una vera e propria dea per poi sentirsi svuotato non appena le parole scambiate con lei non sono in grado di raggiungere gli stessi scenari idilliaci. La trama è coinvolgente e ben articolata nel suo svilupparsi, a volte si dilunga un po’ troppo nei tormenti del protagonista di cui, dopo i primi passaggi, si riesce ad anticiparne la meccanica rivelandosi, quindi, un po’ troppo prevedibile, però ci cattura per la rappresentazione emotiva e dettagliata di una fase della vita così immediata e, in un certo senso, ancora incontaminata. E’ sabato mi hai lasciato e sono bellissimo Autore: Emanuele Pettener Corbo Editore 327 pagine Euro 15,00
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