Non tutte le ciambelle riescono con il buco
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- Categoria: Il quartiere - Storie dal Giambellino
- Pubblicato Martedì, 29 Gennaio 2013 14:18
- Scritto da Matteo Di Giulio
Milano è una ciambella in cui la farina è cemento.
Luciano Bianciardi diceva che il metodo del successo consiste in larga misura nel sollevamento della polvere. Peccato che l’unica polverina in voga oggi sia bianca: la chiamano neve e tira anche quando c’è vento di primavera.
Milano è una ciambella con un grande buco all'interno: intorno, ciò che sopravvive della polpa.
In centro la ribellione è stata zittita. C’erano i negozi di dischi dei punk, come Zabriskie o Psycho, dove comprare i vinili a poche migliaia di lire; c’era Transex se eri un metallaro, potevi svaccarti sul marciapiede a bere birra e a rosolare al sole in coma etilico a un passo dal Duomo. Ha chiuso anche Supporti Fonografici, per quelli che pensavano che il brit-pop fosse uno stile di vita e non una moda per i portafogli inglesi. C’erano i luoghi di ritrovo dei punkabbestia, come piazza XXIV Maggio, con i cani, le damigiane di vino scadente, di fronte al graffito sulla sponda del Naviglio che è stato difeso addirittura da Sgarbi e che è stato sepolto sotto colate di vernice.
Vernice, cemento, muri con i tag.
Sempre uniti
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- Categoria: Second Hand - Emozioni di prima mano
- Pubblicato Domenica, 18 Novembre 2012 21:35
- Scritto da Matteo Di Giulio

Mio padre non legge. Fa parte di quel quasi 50% di italiani che durante un anno non prende in mano neanche un libro, nemmeno per sfogliarlo. È stata mia madre a trasmettermi l’amore per la lettura, la passione per i libri. Quando ero bambino mi portava alla Libreria dei ragazzi, una volta alla settimana, il sabato mattina, e lì potevo scegliere un libro in regalo. Per me era una duplice sfida. Per poter avere un libro nuovo dovevo aver terminato quello che avevamo comprato la settimana prima. Sono così diventato un lettore molto veloce, perché ogni sabato io volevo un romanzo nuovo da leggere. La seconda sfida era costituita dal poter passare dallo scaffale dei bambini a quello dei ragazzi. Gli scaffali erano divisi per fasce d’età e ben presto dimostrai a mia madre di meritarmi i romanzi per adolescenti anche se avevo una decina d’anni al massimo. Sentirsi grande attraverso il permesso di scegliere un libro da uno scaffale altrimenti proibito era una grande vittoria. La Libreria dei ragazzi di Milano era in centro, stiamo parlando degli anni Ottanta. Oggi si è trasferita più in periferia, dietro la Stazione Centrale, e nonostante i gestori siano gli stessi non sembra più il locale buio e misterioso, si trovava un piano sottoterra, dei miei ricordi.
Tre esistenze
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- Categoria: Second Hand - Emozioni di prima mano
- Pubblicato Giovedì, 26 Luglio 2012 06:47
- Scritto da Matteo Di Giulio
Non ho mai letto Gertrude Stein, eppure è una delle maggiori scrittrici americane del Novecento. Ho letto Hemingway, Fitzgerald, ho letto Morley Callaghan, che a Parigi nei ruggenti anni Venti mise al tappeto proprio il grande Ernest con Francis Scott come arbitro. Eppure ho sempre desiderato leggere Gertrude Stein, dal giorno in cui mi sono imbattuto in un articolo di Fernanda Pivano che, tra le letture indispensabili per chi voglia conoscere la narrativa americana, metteva in lista Tre esistenze. Un libro che è ovviamente fuori catalogo da decenni. Era uscito nella collana Nuovi Coralli della Einaudi, non è più disponibile dall'ultima edizione, del 1975. Un'edizione tascabile, copertina bianca, foto quadrata in bianco e nero con doppia striscia in sfumature di verde come cornice.
Tracce
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- Categoria: Second Hand - Emozioni di prima mano
- Pubblicato Lunedì, 09 Luglio 2012 08:04
- Scritto da Matteo Di Giulio
Tra coloro che considerano il libro un oggetto d'arte e la lettura un rito sacrale l'idea di lasciare dei segni sulla pagina stampata equivale a un sacrilegio. Ma c'è anche chi, con l'oggetto libro, ha bisogno di un rapporto più intenso, più fisico. Quante volte ci siamo trovati a odorare le pagine di un libro, vecchio o nuovo che fosse? Quante volte abbiamo strofinato i polpastrelli sulla ruvida superficie delle pagine, solo per saggiarne la consistenza? Il libro usato riesce, spesso, a coniugare la sacralità e la fisicità di questi bisogni. Un'edizione antica, perduta o fuori catalogo offre sensazioni uniche: perché solo quel libro in quelle particolari condizioni regala specifiche emozioni.
C'è poi un ultimo livello, il più spirituale secondo me, di compenetrazione: la sottolineatura.
Atto barbarico o pura necessità per poter far proprio un testo?
L’indignato in rete
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- Categoria: In mare aperto - Segnali per la terraferma
- Pubblicato Lunedì, 25 Giugno 2012 05:00
- Scritto da Gabriele Picozzi
Per fortuna esiste Internet. Davvero! Una volta per avere qualche argomento per cui indignarsi ci si doveva informare, magari mettersi addirittura a leggere un articolo, un libro, confrontare delle fonti; insomma si doveva mettere in gioco la propria intelligenza.
Adesso è tutto più facile: basta buttare un occhio su Facebook o Twitter e via, ci possiamo irritare per qualsiasi cosa. Una foto, un link, un meme e non ci si pensa più; salvo poi dimenticarsi di certi principi quando queste teoriche paure diventano realtà, riporre la propria indignazione quando conviene, o scoprire che non tutto ciò per cui ci si indigna e si condivide risponda al vero.
Quante volte, ad esempio, abbiamo visto persone che, giustamente, si turbavano temendo per la libertà di stampa e paventando che questa venisse meno: su Facebook migliaia di persone dimostravano la propria collera.
Ma dove vai bellezza in bicicletta?
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- Categoria: In mare aperto - Segnali per la terraferma
- Pubblicato Giovedì, 21 Giugno 2012 05:00
- Scritto da Beatrice Zacco
Lo sai quanto è bello andare in bicicletta? Io l’avevo dimenticato. Ieri, però, è stato il primo giorno di sole a Milano dopo settimane di pioggia, così sono andata in cantina a prendere la mia bicicletta per sbrigare alcune commissioni.
A grande sorpresa, ho passato le due ore più piacevoli dell’intera giornata.
Ho evitato il traffico delle sei di sera, tipico del rientro dagli uffici e i semafori rossi che tanto odio. Inoltre mi sono fatta coccolare dal sole tiepido come una lucertola al primo caldo.
L’aria era ancora fresca, quindi – per mia fortuna – non ho nemmeno sudato.
Cosa fare se la terra trema
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- Pubblicato Domenica, 17 Giugno 2012 12:53
- Scritto da Giulia Meli
Vi ricordate quando alle elementari ci insegnavano che la Pianura Padana non è zona sismica perché è una pianura di origine alluvionale?
Ecco, non era vero.
Perdoniamo retroattivamente le nostre maestre e guardiamo avanti. Nessuno ci ha insegnato cosa fare in caso di terremoto. Abbiamo fatto un corso di primo soccorso, forse delle prove antincendio, ma siamo del tutto impreparati al terremoto.
È vero, in questi giorni abbiamo imparato parecchio, nostro malgrado.
Come mio solito, ho esplorato i suggerimenti della rete, per sapere cosa fare la prossima volta (sto facendo tutti gli scongiuri del caso).
Questi sono i consigli della protezione civile. Leggeteli: sono brevi, ma chiari.
Guess festeggia trent'anni
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- Pubblicato Domenica, 17 Giugno 2012 12:49
- Scritto da Beatrice Zacco
Il 30 maggio Guess ha festeggiato il suo trentesimo anniversario, in occasione del quale per trenta minuti ha esposto tutta la merce con il 30% di sconto.
E’ vero, non si tratta di un marchio propriamente low cost, ma queste iniziative mi piacciono molto: permettono a noi comuni mortali di acquistare il vestito che guardavamo da lontano ad un prezzo ragionevole.
Alle 19:00 entro in negozio e le due commesse all’ingresso mi legano un braccialettino al polso e mi regalano un lecca-lecca.
Il vestito che ho guardato in vetrina per settimane è terminato, ma mi distraggo facendo la conoscenza di Anita, 24 anni, agente di commercio.
Un suggerimento colorato
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- Pubblicato Sabato, 16 Giugno 2012 23:59
- Scritto da Giulia Meli
Lo so: di temi all'ordine del giorno ce ne sono diversi. Avevo pure iniziato a scrivervi in merito al risparmio, visto che, come sapete, abbiamo guadagnato una nuova accisa sulla benzina.
Ho cambiato idea. Oggi parliamo di qualcosa di bello. Per caso ho trovato un articolo su un quotidiano, mi sono informata un po' in rete e ho scoperto che con una cifra davvero piccola, meno di dieci euro, puoi costruire qualcosa di unico. Infatti su questo sito puoi acquistare una piccola scatola quadrata, tutta colorata.
I disastri al tempo della rete
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- Pubblicato Sabato, 16 Giugno 2012 23:28
- Scritto da G.P.
Ci sarebbe da stupirsi, ma ormai non accade più.
Ogni volta che nel mondo si verifica un disastro naturale, la rete si popola di “complottisti”, di “profeti di sventura” e dei loro seguaci, che anche grazie a questo mezzo riescono a diffondere brillanti idee.
Passata la fase del cordoglio, sui social network e sui siti iniziano a comparire le idee di chi cerca una spiegazione oscura dietro eventi tragici o vede in essi il realizzarsi di presagi e profezie; se si verifica una alluvione di sicuro dietro ci saranno le scie chimiche, per i terremoti la colpa sarà dell’Haarp e in ogni caso dovrà essere attribuita a qualche oscuro gruppo di potere; ma andrà divisa anche con chi non ha saputo leggere con attenzione le profezie di popoli estinti, di uno speziale francese o di dilettanti della scienza (questi ultimi vittime della gelosia degli scienziati che impediscono il diffondersi delle loro teorie).
Anche il terremoto verificatosi in Emilia non è sfuggito a queste “logiche”.








Può la carta delle pagine di un libro cambiare sapore e trasformarsi in pietra? È un esperimento difficile, quello tentato da Alessandro Bertante, già autore di un romanzo come Al diavul, dal forte sapore epico. Anche in Nina dei lupi l'irruenza dell’epos e l’alchimia delle parole risaltano sin dalle prime battute. Varia il contesto, là un affresco storico rivoluzionario, qui una post apocalisse rurale. La giovane Nina crescerà in un paese staccato dall’umanità, perso in un limbo faticoso dove le montagne richiedono ogni giorno sacrifici di lacrime e sudore. Un posto difficile per una bambina, per un’orfana che ha la saggezza di capire al volo i cambiamenti. Perché c’è una nuova battaglia in arrivo per gli abitanti del piccolo borgo di Piedimulo, e lei lo sa. Prosa rabbiosa, frasi spezzate, capitoli a volte duri da scalare. Bertante però non si accontenta mai: prendere o lasciare. Non è tempo di eroi, né di generi. Nina dei lupi è un postulato allegorico, di quelli che se ti prendono sotto pelle ti lasciano cicatrici profonde.
A patto che non soffriate di claustrofobia, che non vi inquieti una prosa scandita con assillante regolarità di periodi brevi a registrare impassibile gesti e pensieri dei personaggi, potreste avvicinarvi al romanzo La ragazza, della scrittrice tedesca Angelica Klüssendorf.
Un cielo tremendo, quello sopra Teheran. Lo avevamo già capito leggendo Persepolis di Marjane Satrapi; e la verità si fa più dura in questo romanzo che è al tempo stesso doloroso e romantico. Ancora più tremendo proprio perché filtrato attraverso gli occhi di un'autrice che è straniera in una patria che ama. Louise Soraya Black ha scritto pagine importanti per aiutare il lettore a conoscere la situazione difficile di chi vive l’Iran del presente e del passato recente sulla propria pelle. Ma non è soltanto denuncia, tutt’altro: la storia di una famiglia media e delle loro lotte quotidiane è ricca di emozioni, complessa. I colpi di scena sono degni d’un thriller, le parentesi sentimentali sempre vivide. La narrazione a flashback arricchisce la struttura a tesi e ne alleggerisce le velleità sociali, valorizzandole. Il cielo color melograno, a partire dallo splendido titolo e dalla bellissima copertina (un plauso alla cura redazionale di 66th&2nd), è un piccolo capolavoro adatto a ogni palato.
Le storiacce de Il ragazzo a quattro zampe