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Non tutte le ciambelle riescono con il buco

Non tutte le ciambelle riescono con il bucoMilano è una ciambella in cui la farina è cemento.
Luciano Bianciardi diceva che il metodo del successo consiste in larga misura nel sollevamento della polvere. Peccato che l’unica polverina in voga oggi sia bianca: la chiamano neve e tira anche quando c’è vento di primavera.
Milano è una ciambella con un grande buco all'interno: intorno, ciò che sopravvive della polpa.
In centro la ribellione è stata zittita. C’erano i negozi di dischi dei punk, come Zabriskie o Psycho, dove comprare i vinili a poche migliaia di lire; c’era Transex se eri un metallaro, potevi svaccarti sul marciapiede a bere birra e a rosolare al sole in coma etilico a un passo dal Duomo. Ha chiuso anche Supporti Fonografici, per quelli che pensavano che il brit-pop fosse uno stile di vita e non una moda per i portafogli inglesi. C’erano i luoghi di ritrovo dei punkabbestia, come piazza XXIV Maggio, con i cani, le damigiane di vino scadente, di fronte al graffito sulla sponda del Naviglio che è stato difeso addirittura da Sgarbi e che è stato sepolto sotto colate di vernice.
Vernice, cemento, muri con i tag.

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Sempre uniti

Sempre uniti

Mio padre non legge. Fa parte di quel quasi 50% di italiani che durante un anno non prende in mano neanche un libro, nemmeno per sfogliarlo. È stata mia madre a trasmettermi l’amore per la lettura, la passione per i libri. Quando ero bambino mi portava alla Libreria dei ragazzi, una volta alla settimana, il sabato mattina, e lì potevo scegliere un libro in regalo. Per me era una duplice sfida. Per poter avere un libro nuovo dovevo aver terminato quello che avevamo comprato la settimana prima. Sono così diventato un lettore molto veloce, perché ogni sabato io volevo un romanzo nuovo da leggere. La seconda sfida era costituita dal poter passare dallo scaffale dei bambini a quello dei ragazzi. Gli scaffali erano divisi per fasce d’età e ben presto dimostrai a mia madre di meritarmi i romanzi per adolescenti anche se avevo una decina d’anni al massimo. Sentirsi grande attraverso il permesso di scegliere un libro da uno scaffale altrimenti proibito era una grande vittoria. La Libreria dei ragazzi di Milano era in centro, stiamo parlando degli anni Ottanta. Oggi si è trasferita più in periferia, dietro la Stazione Centrale, e nonostante i gestori siano gli stessi non sembra più il locale buio e misterioso, si trovava un piano sottoterra, dei miei ricordi.

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Tre esistenze

Tre esistenzeNon ho mai letto Gertrude Stein, eppure è una delle maggiori scrittrici americane del Novecento. Ho letto Hemingway, Fitzgerald, ho letto Morley Callaghan, che a Parigi nei ruggenti anni Venti mise al tappeto proprio il grande Ernest con Francis Scott come arbitro. Eppure ho sempre desiderato leggere Gertrude Stein, dal giorno in cui mi sono imbattuto in un articolo di Fernanda Pivano che, tra le letture indispensabili per chi voglia conoscere la narrativa americana, metteva in lista Tre esistenze. Un libro che è ovviamente fuori catalogo da decenni. Era uscito nella collana Nuovi Coralli della Einaudi, non è più disponibile dall'ultima edizione, del 1975. Un'edizione tascabile, copertina bianca, foto quadrata in bianco e nero con doppia striscia in sfumature di verde come cornice.

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Tracce

TracceTra coloro che considerano il libro un oggetto d'arte e la lettura un rito sacrale l'idea di lasciare dei segni sulla pagina stampata equivale a un sacrilegio. Ma c'è anche chi, con l'oggetto libro, ha bisogno di un rapporto più intenso, più fisico. Quante volte ci siamo trovati a odorare le pagine di un libro, vecchio o nuovo che fosse? Quante volte abbiamo strofinato i polpastrelli sulla ruvida superficie delle pagine, solo per saggiarne la consistenza? Il libro usato riesce, spesso, a coniugare la sacralità e la fisicità di questi bisogni. Un'edizione antica, perduta o fuori catalogo offre sensazioni uniche: perché solo quel libro in quelle particolari condizioni regala specifiche emozioni.
C'è poi un ultimo livello, il più spirituale secondo me, di compenetrazione: la sottolineatura.
Atto barbarico o pura necessità per poter far proprio un testo?

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L’indignato in rete

L'indignato onlinePer fortuna esiste Internet. Davvero! Una volta per avere qualche argomento per cui indignarsi ci si doveva informare, magari mettersi addirittura a leggere un articolo, un libro, confrontare delle fonti; insomma si doveva mettere in gioco la propria intelligenza.

Adesso è tutto più facile: basta buttare un occhio su Facebook o Twitter e via, ci possiamo irritare per qualsiasi cosa. Una foto, un link, un meme e non ci si pensa più; salvo poi dimenticarsi di certi principi quando queste teoriche paure diventano realtà, riporre la propria indignazione quando conviene, o scoprire che non tutto ciò per cui ci si indigna e si condivide risponda al vero.

Quante volte, ad esempio, abbiamo visto persone che, giustamente, si turbavano temendo per la libertà di stampa e paventando che questa venisse meno: su Facebook migliaia di persone dimostravano la propria collera.

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Ma dove vai bellezza in bicicletta?

Ma dove vai bellezza in bicicletta?Lo sai quanto è bello andare in bicicletta? Io l’avevo dimenticato. Ieri, però, è stato il primo giorno di sole a Milano dopo settimane di pioggia, così sono andata in cantina a prendere la mia bicicletta per sbrigare alcune commissioni.

A grande sorpresa, ho passato le due ore più piacevoli dell’intera giornata.

Ho evitato il traffico delle sei di sera, tipico del rientro dagli uffici e i semafori rossi che tanto odio. Inoltre mi sono fatta coccolare dal sole tiepido come una lucertola al primo caldo.

L’aria era ancora fresca, quindi – per mia fortuna – non ho nemmeno sudato.

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Cosa fare se la terra trema

Cosa fare se la terra tremaVi ricordate quando alle elementari ci insegnavano che la Pianura Padana non è zona sismica perché è una pianura di origine alluvionale?

Ecco, non era vero.

Perdoniamo retroattivamente le nostre maestre e guardiamo avanti. Nessuno ci ha insegnato cosa fare in caso di terremoto. Abbiamo fatto un corso di primo soccorso, forse delle prove antincendio, ma siamo del tutto impreparati al terremoto.

È vero, in questi giorni abbiamo imparato parecchio, nostro malgrado.

Come mio solito, ho esplorato i suggerimenti della rete, per sapere cosa fare la prossima volta (sto facendo tutti gli scongiuri del caso).

Questi sono i consigli della protezione civile. Leggeteli: sono brevi, ma chiari.

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Guess festeggia trent'anni

Guess festeggia trent'anniIl 30 maggio Guess ha festeggiato il suo trentesimo anniversario, in occasione del quale per trenta minuti ha esposto tutta la merce con il 30% di sconto.

E’ vero, non si tratta di un marchio propriamente low cost, ma queste iniziative mi piacciono molto: permettono a noi comuni mortali di acquistare il vestito che guardavamo da lontano ad un prezzo ragionevole.

Alle 19:00 entro in negozio e le due commesse all’ingresso mi legano un braccialettino al polso e mi regalano un lecca-lecca.

Il vestito che ho guardato in vetrina per settimane è terminato, ma mi distraggo facendo la conoscenza di Anita, 24 anni, agente di commercio.

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Un suggerimento colorato

Un suggerimento coloratoLo so: di temi all'ordine del giorno ce ne sono diversi. Avevo pure iniziato a scrivervi in merito al risparmio, visto che, come sapete, abbiamo guadagnato una nuova accisa sulla benzina. 

Ho cambiato idea. Oggi parliamo di qualcosa di bello. Per caso ho trovato un articolo su un quotidiano, mi sono informata un po' in rete e ho scoperto che con una cifra davvero piccola, meno di dieci euro, puoi costruire qualcosa di unico. Infatti su questo sito puoi acquistare una piccola scatola quadrata, tutta colorata.

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I disastri al tempo della rete

I disastri al tempo della reteCi sarebbe da stupirsi, ma ormai non accade più.

Ogni volta che nel mondo si verifica un disastro naturale, la rete si popola di “complottisti”, di “profeti di sventura” e dei loro seguaci, che anche grazie a questo mezzo riescono a diffondere brillanti idee.

Passata la fase del cordoglio, sui social network e sui siti iniziano a comparire le idee di chi cerca una spiegazione oscura dietro eventi tragici o vede in essi il realizzarsi di presagi e profezie; se si verifica una alluvione di sicuro dietro ci saranno le scie chimiche, per i terremoti la colpa sarà dell’Haarp e in ogni caso dovrà essere attribuita a qualche oscuro gruppo di potere; ma andrà divisa anche con chi non ha saputo leggere con attenzione le profezie di popoli estinti, di uno speziale francese o di dilettanti della scienza (questi ultimi vittime della gelosia degli scienziati che impediscono il diffondersi delle loro teorie).

Anche il terremoto verificatosi in Emilia non è sfuggito a queste “logiche”.

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